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Che cosa è il baratto


Informazioni legali sul baratto

Informazioni legali sul baratto - Riciclo e Guadagno

Cos’è il baratto e come funziona

Quello che comunemente si chiama scambio o baratto, giuridicamente ha un nome ben preciso: si chiama permuta ed è un contratto disciplinato dal codice civile. Si tratta cioè dello scambio della proprietà di una cosa a fronte della cessione della proprietà su un’altra cosa. Con questa operazione, Mario, proprietario del bene A, cede a Giovanni, proprietario del bene B, la titolarità del bene A; Giovanni, nel contempo, gli trasferisce la proprietà del bene B.

La permuta è quindi il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un soggetto a un altro.

Il fatto che sia disciplinato dal codice civile fa comprendere che il baratto è legale sia tra privati che tra aziende. Anzi, è uno dei contatti più antichi che esistano. Proprio su di esso si è formata l’economia (che non a caso viene detta «economia di scambio»).

Perché si realizzi un baratto, o meglio una permuta, non è necessario firmare un documento scritto, ma basta la semplice consegna delle due cose o l’impegno a consegnarle in un successivo momento. Se una delle due parti anziché cedere la proprietà di un oggetto cedesse la proprietà di una somma di denaro si avrebbe allora un diverso contratto: la vendita.

È anche possibile la permuta di cosa altrui: è il caso di Caio che delega Tizio di procurargli la proprietà del bene B, di proprietà di Sempronio, in cambio della proprietà del bene A. Tizio così contatta Sempronio e cerca di ottenere da questi la cessione del bene B che poi scambia con Caio dietro la titolarità del bene A.

È necessario che il soggetto che chiede la permuta di cosa altrui sia consapevole dell’altruità della stessa.

È infine lecita la permuta di caso futura ossia che ancora non è stata prodotta o venuta ad esistenza.

Baratto e fisco

Da un punto di vista fiscale, bisogna distinguere il baratto tra privati da quello tra aziende. Nel caso di baratto tra privati, il contribuente non deve fare né dichiarazioni né aprire un’attività o una partita Iva. Se però l’attività è produttrice di reddito (si pensi, ad esempio, a chi scambia merce con conguaglio in denaro, che si è procurato senza dover versare alcun corrispettivo) sarà necessario dichiarare i redditi nella sezione “diversi” della dichiarazione dei redditi. Invece il baratto tra aziende richiede l’emissione dei documenti fiscali e, anche ai fini Iva, è assoggettato alle stesse regole della compravendita.

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